15/02/2012

Italiani si nasce

Continuo a pensare che la proposta lanciata dal sindaco di Montescudaio in provincia di Pisa di dare la cittadinanza onoraria ai bambini figli di cittadini immigrati ma nati in Italia sia una proposta eccezionale sotto il profilo culturale e politico e quindi da generalizzare. Invito quindi molti sindaci a raccogliere questa idea proprio in questo periodo durante il quale il Partito Democratico sta raccogliendo le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare che vede al primo comma dell'articolo uno il riconoscimento della cittadinanza italiana ai bambini che nascono in Italia, figli di cittadini stranieri di cui uno residente in Italia da un anno.
I sindaci appartenenti al Partito Democratico dovrebbero sostenere la proposta del loro partito e concretizzarla con una azione simbolo come quella di dare la cittadinanza onoraria ai bambini nati e residenti nei comuni che loro amministrano costruendo così una rete di comuni che può far capo al comune di Montescudaio "il primo in Italia". Nei mesi di marzo ed aprile i consigli comunali potrebbero deliberare in merito e avviare le iniziative per la consegna della cittadinanza onoraria. Sarebbe un bel segnale di appoggio alla proposta del loro partito sostanziato di azioni concrete che mettono al centro i bambini e le bambine . Come singoli cittadini, uomini e donne che hanno a cuore democrazia, uguaglianza e diritti stimoliamo i nostri sindaci a muoversi nella direzione che alcuni hanno già aperto.

23:15 Scritto da: d-pampaloni | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

11/02/2012

I bambini stranieri cittadini onorari

Il 17 marzo p.v. Il sindaco del comune di Montescudaio in provincia di Pisa consegnerà la cittadinanza onoraria a undici bambini e ragazzini stranieri nati in Italia e residenti nel comune. Il consiglio comunale ha già deliberato in merito e la festa di consegna del documento di Cittadino Onorario avverrà nei locali dell'Istituto Comprensivo Griselli che quest'anno ho il compito di dirigere in reggenza. La proposta del sindaco Pellegrini è bellissima a mio parere per due motivi: il primo riguarda l'ambito del diritto dei minori nati in Italia di diventare cittadini Italiani sin dalla nascita. Perché ciò non é possibile? perché ci sono ancora persone e partiti resistenti a far si che un giovane nato nei nostri ospedali, che ha frequentato le nostre scuole, che ha giocato a calcio nei nostri campi sportivi accanto sempre ai nostri figli debba aspettare il diciottesimo anno di eta' per diventare cittadino italiano a tutti gli effetti? Sarebbe un grande esempio di cultura democratica se il parlamento italiano votasse una legge per favorire l'applicazione di un diritto e bene fa allora il Sindaco di Montescudaio a sollecitare attenzione, riflessioni, impegni dei politici di tutte le aree. E' un atto politico quello del Comune e un atto di applicazione della democrazia. E bello sarebbe che molti altri Sindaci seguissero il suo esempio costruendo una rete di sostegno al diritto di cittadinanza.
Il secondo motivo per cui sostengo la scelta del comune di Montescudaio é l'aver messo al centro di un atto politico i bambini e le bambine. In genere la cittadinanza onoraria viene data a persone che hanno fatto qualcosa di particolare per quel territorio e quasi sempre sono persone adulte; in questo caso sono i bambini e le bambine ad essere protagonisti in prima persona, sono al centro dell' attenzione degli adulti per un atto positivo che aiuterà noi adulti a riflettere. La scuola, che é luogo educante, sta al fianco di questa scelta e insieme al sindaco organizzerà la festa della consegna della cittadinanza onoraria.

18:24 Scritto da: d-pampaloni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: bambini, diritti, cittadinanza, scuola | OKNOtizie |  Facebook

10/02/2012

Si agli istituti comprensivi

Ho accolto con favore l'obbligo per le istituzioni scolastiche italiane di riunire in istituti comprensivi le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado. La ritengo una grande scelta pedagogica che carica le scuole di maggiore responsabilità nei confronti dei ragazzi e delle famiglie e nello stesso tempo obbliga i tre ordini di scuola a costruire veri percorsi di continuità educativa e di scelte culturali condivise. Queste mie convinzioni sono il frutto dell'esperienza maturata sul campo in quanto sono ormai 12 anni che dirigo un istituto comprensivo e vedo i punti di forza del lavoro fatto in continuità fra gli ordini di scuola.
E' evidente che il primo lavoro utile da fare per costruire la comunità degli adulti é la formazione comune di tutti gli insegnanti e la costruzione condivisa di una idea di scuola e di bambino/ragazzo che vogliamo aiutare a crescere. Senza un 'pensiero culturale e pedagogico condiviso' l'istituto comprensivo è solo la somma di più ordini di scuola che fanno attività separatamente e che si ritrovano solo in occasione di alcune riunioni collegiali. Condividere, cooperare, dialogare, progettare, verificare e documentare sono azioni della quotidianità se vogliamo che i nostri ragazzi acquisiscano competenze e sviluppino comportamenti nonviolenti. Ho sentito e letto articoli di pareri fortemente contrari alla nascita degli istituti comprensivi soprattutto perché vengono letti come perdita di posti di lavoro e razionalizzazioni selvagge del territorio. E' certo che se gli adulti che hanno il compito di decidere (amministratori e dirigenti) fanno un lavoro esclusivamente di razionalizzazione senza coinvolgere gli insegnanti nella costruzione di una nuova entità scolastica completamente diversa dalle precedenti si trovano davanti sospetti e rabbie che non favoriscono il dialogo e la collaborazione. I genitori stessi dovrebbero essere informati e coinvolti perché sono una risorsa importante e positiva in quanto auspicano per i loro figli percorsi in continuità. 14 anni fa la provincia di Pisa propose il raggruppamento di tutte le scuole di base in istituti comprensivi e l'anno 2000 vide la nascita di nuovi istituti in tutte le aree territoriali accompagnate sicuramente da qualche spostamento di dirigenti e direttori amministrativi e da qualche polemica (poche per la verità). Oggi siamo soddisfatti di lavorare in istituti comprensivi e nessuno tornerebbe indietro, molti non sarebbero più capaci di pensare la scuola con organizzazioni diverse perché il percorso e la crescita professionale di dirigenti e docenti é stata notevole. E sono molte le esperienze che potremmo raccontare a cominciare dalla costruzione dei curricoli e dalla scelta delle competenze in uscita per ogni ordine di scuola. Di buone pratiche realizzate negli istituti comprensivi tornerò ancora a parlare.

17:27 Scritto da: d-pampaloni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook